politicamente scorretto

Una giuria popolare sulle bufale mediatiche

giuria popolare

Prima si è cominciato a parlare delle ‘mezze-verità’, poi delle ‘post-verità‘, adesso siamo arrivati alla ‘giuria popolare’ per giudicare le verità! L’idea, provocatoria e insensata, è di Beppe Grillo, impegnato in questi giorni a ridefinire un codice etico del Movimento (ovviamente ad personam!) e anche, viste le difficoltà, un indirizzo morale per valutare le notizie dei giornali.Dopo aver lanciato bordate contro la presunta disinformazione ad arte dei media, la proposta di Beppe Grillo suona così:

Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo.

Ma ve l’immaginate una giuria popolare formata dalla casalinga di Voghera, dall’operaio di Pomigliano, dall’intellettuale di Pistoia e altri soggetti scelti a caso (!!!) che con dovizia di strumenti ed argomentazioni passano al vaglio le notizie dei quotidiani per stabilire quale sia vera e quale falsa? Poi passerà che solo quello che c’è nel web, nella rete, è vero! O tempora, o mores …

Al di là del discorso legato agli strumenti che squalifica ovviamente le professionalità che fanno veramente informazione, si rivela la natura profondamente fascista e stalinista di chi vuole controllare l’informazione! (interessante a questo proposito la reazione del sindacato dei giornalisti, FNSI).
Esiste un problema di informazione, questo è vero: è altrettanto vero che soltanto il pluralismo delle idee e la libertà costituzionale di poterle esprimere (art.21) fornisce al cittadino gli strumenti reali per poter far crescere una coscienza critica.
Esiste anche un problema civico di partecipazione alla vita ed alla conoscenza della vita di tutti i giorni che non può essere ingabbiato e rimesso al giudizio di una giuria popolare …

Il suo risultato l’ha comunque raggiunto: far allontanare lo sguardo dalle magagne etico-politiche del Movimento, per attaccare dove avrebbe potuto ottenere più consensi populisti. Se non altro si è parlato di lui …

  • A.Taurinorum

    Ma le bufale e le contro bufale ci sono sempre state.. Anche quando non c’era internet.
    Il problema vero é l’informazione di regime. Proprio per questo motivo occorre che intervenga il popolo o se preferite “gente comune”.

    • admin

      In realtà, ma forse mi sarò spiegato male, non sono d’accordo con Grillo non tanto perché ritengo che il nostro sia il paese più informato del mondo: piuttosto non ritengo scientificamente edificante lasciare che ci sia un tribunale popolare a decidere cosa sia l’informazione corretta e quale no. Con quali strumenti è possibile questa informazione, questa valutazione? Infine ritengo davvero pericoloso l’istituzione di un comitato di “censura” in un momento in cui dobbiamo piuttosto spingere alla definizione di una coscienza civica attraverso un bombardamento massiccio di informazioni. Ciascuno dovrà poi decidere qual è la verità, discuterla, confrontarla con le verità degli altri.

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