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Senza i diplomifici, quindicenni italiani migliori di quanto dicano le classifiche

SCUOLA:STUDENTI IN CLASSE E GENITORI FUORI DALLA SCUOLA.ATT.PEREGO - SCUOLA ELEMENTARE DI VIA NOE - Fotografo: FOTOGRAMMA - dispersione scolastica

Senza i diplomifici le performance in Lettura e Matematica dei quindicenni italiani non sarebbero così negative. L’Italia scalerebbe la classifica internazionale di una decina di posti e si piazzerebbe sopra la media Ocse. La scorsa settimana, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha pubblicato la sesta edizione dei test Pisa (Programme for International student assessment): il programma per la valutazione internazionale dello studente. Che scandaglia le competenze in Lettura, Matematica e Scienze dei quindicenni di 75 paesi e realtà economiche di tutto il mondo. L’Italia sin dalla prima edizione del 2000 non ha mai ben figurato, mostrando un ritardo rispetto a parecchi paesi europei, soprattutto dell’area scandinava, e rispetto alle migliori aree asiatiche, dove su tutti primeggiano i giovani di Singapore e di Hong Kong.

Ma l’Italia, rispetto alle prime edizioni, ha fatto sensibili progressi. E con i soli quindicenni delle scuole statali si piazzerebbe una decine di posizioni più in alto in classifica. In Matematica, il nostro Paese figura al 30° posto, ma senza contare i risultati dei quindicenni che frequentano le scuole private figurerebbe al 20° posto. Una piazza che porterebbe l’Italia dal 19° posto al 12° in Europa. Scavalcando i giovani francesi e portoghesi cha la superano nella classica globale. Situazione che si ripete anche in Lettura. Dalla 34ma piazza, con score di 485 punti, sotto la media Ocse, i giovani delle sole scuole statali scalerebbero la classifica fino alla 24ma piazza, collocandosi (con 490 punti) un punto al di sopra della media Ocse, che è di 489 punti.

Anche in Scienze la situazione sarebbe più rosea. Perché i ragazzi italiani figurano al 34° posto superati (con 485 punti) da quasi tutti i paesi europei inclusi i più sviluppati. Mentre estrapolando dalla classifica le performance dei soli quindicenni iscritti nelle statali la situazione migliora ancora una volta: 29ma posizione con 485 punti e con un distacco dalla media Ocse che si accorcia da 12 a 5 punti. Che l’Italia, escluse alcune eccezioni, non abbia un sistema di istruzione superiore privato di alto livello non è un segreto. Ma quello che sorprende è vedere le performance dei quindicenni nostrani che frequentano le paritarie al di sotto, in Matematica, dei coetanei di paesi non proprio tra quelli economicamente sviluppati come Uruguay e Malesia.

L’Ocse considera di fondamentale importanza per lo sviluppo economico di una regione le tre competenze su cui indaga ogni tre anni: comprensione del testo e competenze in matematica e scienze. “Dotare i cittadini con le conoscenze e le competenze necessarie per raggiungere il loro pieno potenziale, contribuire a un  mondo sempre più interconnesso, e, infine, convertire le migliori competenze in una vita migliore è una preoccupazione centrale dei responsabili politici”, si legge nella prefazione al rapporto 2015. Anche perché i risultati delle indagini Ocse sulle competenze degli adulti “mostrano che quelli altamente qualificati – spiegano da Parigi – non solo hanno una probabilità doppia rispetto agli altri di trovare un’occupazione stabile ma hanno anche una probabilità tre volte superiore di guadagnare di più e di godere di una migliore salute come di agire nella vita sociale e politica come attori piuttosto che come oggetti di processi politici”.

 

 

Fonte: La Repubblica

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