politicamente scorretto

Il vuoto politico

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Più che il referendum in sé mi stanno facendo riflettere in modo negativo le motivazioni dei vari comitati, che denotano sempre più una spinta demagogica ed un vuoto politico preoccupante.
Ricatti, giochini, menzogne, promesse sono davvero aberranti.

Proviamo ad esaminare le principali derive populistiche dei due schieramenti.vince il NO
– si vuole mantenere la “casta”
– si vuole consegnare il Paese al Centro Destra ed ai 5 Stelle — ingovernabilità!
– si vuole mantere fermo il sistema
– si ha paura di migliorare il Paese

vince il SI
– si semplifica il Paese rendendo più snella la sua gestione: si velocizza!
– si dà fiducia al Premier e ad una politica fatta da un uomo solo con il suo stuolo
– si va incontro ad una deriva antidemocratica
– si fa lo stretto di Messina, il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, l’accordo sulle pensioni …

L’idea che un’assemblea del partito di maggioranza si chiuda con un diktat («se vi fidate di me votate SI») chiarisce la pochezza di idee in campo.

Qualche caposaldo ce l’ho e voglio condividerlo:
– tutti i momenti in cui il popolo è chiamato ad esprimersi sono sacrosanti e sono da incentivare (non credo nella democrazia diretta come forma di governo, ma come forma di verifica, controllo e ratifica sì!)
– comitati e “personaggetti” della politica di adesso anziché fornire informazioni ed una lettura puntuale del possibile cambiamento si divertono a vendere fumo e portare avanti battaglie personale per interessi di gruppi politici piuttosto che della nazione;
– votare nell’ottica del “piuttosto che …” è sbagliatissimo: il voto per il meno peggio o peggio ancora il voto di partito non porta ad una soluzione migliore, ma ad una “meno peggiore”
– l’unica vera riforma universalmente votata sarebbe stata quella che dimezzava il numero dei parlamentari ed i loro compensi nonché i loro fastidiosi privilegi.

La verità è che non siamo usciti dalla palude clientelare della prima repubblica, ma neppure dal ventennio berlusconiano: esiste una parvenza di democrazia, manca un popolo che eserciti coscientemente i suoi diritti.

  • Laerte

    È tremendo doverlo dire,ma siamo un popolo a cui .manca il senso dei propri diritti. Purtroppo non è soltanto parvenza. Io ho sempre presente, non solo perchè è da oltre un anno che lo sostengo, ma perchè anche il presidente Boeri, un anno fà la prospettò al governo, che la respinse, un riordino generale della Previdenza, con sfalci importanti e una vera,profonda riforma, che prevedeva di istituire un tetto minimo con un massimo di 4 volte tale minimo,prt tutte le pensioni. Nessuno fiatò. Silenzio assoluto,salvo l’on. Brunetta che lo zittì invitandolo a limitarsi ad applicare la legge. Nessun altro politico, sindacalista, landinprotestante, grillinvociante o salvinruspante, intervenne a favore di tale proposta. Il popolo sovrano ,anche quello delle richieste,ogni giorno, di condividere riduzioni drastiche di vitalizi, pensioni d’oro. e stipendi dei parlamentari. manco si accorse quanto importante fosse per la stragrande maggioranza dei lavoratori. Si ha l’impressione non sia soltanto mancanza, del senso, ma totale assenza di comprensione dei propri diritti.

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