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Genocidio armeno in film [Il padre, DEU 2014]

genocidio armeno

Nazaret Manoogian è un fabbro di Mardin: cattolico, padre di due gemelle, felicemente integrato in una società arabo-ottomana, tutto sommato tollerante, ma in fase di cambiamento. È il 1915 ed inizia il cambiamento, con il cambiamento il genocidio armeno.mappa del genocidio

La notte è prelevato dalla polizia del sultano e comincia la sua diaspora fra deserti, disertori, distruzione e fughe continue.

Dopo 3 anni, senza più l’uso della voce per un incidente di guerra che però gli è valso la sua stessa vita, Nazaret apprende che le sue due figlie sono sopravvissute.

il padreLa ricerca lo porterà dai deserti della Mesopotamia, a Cuba e finalmente in America dove il suo viaggio troverà le risposte che cercava.

Il film (134 minuti) è un pugno allo stomaco: crudo ma non morboso, inchioda alla sedia anche se è chiaro che la vicenda è fin troppo romanzata. La realtà lascia il posto all’epopea, tuttavia in quella finzione si può percepire un po’ della tragedia che quel popolo ha vissuto.

Necessaria la visione in questi giorni in cui si parla tanto di Turchia.

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