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Quanto abbiamo sbagliato? Ancora sul golpe turco

golpe turco

Le notizie che arrivano da Istanbul, della vendetta di Recep Tayyip Erdogan, del dopo golpe, devono a posteriori far riflettere sulla frettolosa esultanza, forse ingiustificata, del suo precoce fallimento.

Da Obama a Renzi, tutti i leaders mondiali si sono prodigati nel salutare con favore il ripristino dello status quo, ovvero della dittatura di Erdogan, mascherata dietro il monito che il premier turco è stato designato a seguito di regolari elezioni, che ha vinto, senza riflettere sul significato di questo fallimento/di questa sconfitta.

Proviamo qualche riflessione.

1- Kemal Ataturk, padre fondatore della Turchia, che aveva dato origine finalmente ad un Paese laico rispettoso di genere e religioni, aveva anche promosso una Costituzione che garantisce ancora oggi all’esercito la possibilità di ribellarsi al presidente della Nazione quando questi travalica la Costituzione stessa ed accentra in sé troppi poteri: non è forse questo il caso di Erdogan?

2- Il ritorno del ‘dittatore’ sta riportando indietro la Turchia di diversi decenni: purghe, epurazione dell’establishment statale o finto tale, ripristino della pena di morte: queste condizioni possono essere accettate dall’Europa? oppure peserà di più la presenza delle basi NATO? In tutto questo la Russia di Putin silenziosamente aspetta…

3- I media hanno davvero capito cosa sta succedendo o ancora una volta la situazione è strumentalizzata ad arte? Su questo mi pare soddisfacente la risposta di Roberto Saviano:

 

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