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Cosa succede dopo Monaco

pogba

Una sconfitta che fa male per come è arrivata (e non parlo dell’arbitro né dei cambi, ma della differente qualità della rosa), però la serata di Monaco apre nuovi scenari ottimistici.

1- la Juventus non è Dybala-dipendente: soprattutto la Juventus non è la squadra di uno solo. Con una formazione rimaneggiata, o meglio differente da quella standard, la squadra di Allegri riesce a giocare la sua partita contro ogni tipo di avversario. Tutti sono parte di un progetto, e tutti accettano il sacrificio.

2- la difesa non è un optional: la linea a 4 non convince con questi difensori (i due gol di Lewandoski e Müller sono frutto di due amnesie difensive), che hanno bisogno di impostare e tenere palla. Nelle prossime 9 giornate di campionato tutte le indicazioni portano verso la difesa a 3 (Bonucci-Barzagli + Chiellini o Rugani) che dà agio a Bonucci di esprimersi come un vero libero e non come il marcatore implacabile che non è.

3- Morata è tornato? sembra di sì, però quello che manca adesso è un attaccante di peso, un attaccante da 20 gol a stagione capace anche di fare reparto da solo: Mandzukic è uomo squadra, serve, ma non è un goleador. Zaza è un enigma …

4- Autostima e fiducia: dominare per 75 minuti a Monaco è indice di grande sicurezza nei propri mezzi. Quella che manca adesso è la tenuta anche fisica (squadra completamente esplosa nel secondo tempo per lucidità -vedi Sturaro- e per continuità -vedi Pogba).

Certo, dopo Monaco mancheranno alle casse bianconere circa 28 milioni di euro, e soprattutto un panorama europeo in cui potersi esprimere di nuovo ad alto livello. Tenere fino alla fine della stagione è fondamentale e necessario per costruire la prossima in chiave europea.

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