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Scuola, arriva il concorso. La Cgil: tremila gli esclusi

concorso docenti

«Il concorso per i posti nelle scuole taglia fuori i giovani insegnanti. E non darà una risposta adeguata al bisogno di docenti di matematica». Si annuncia un periodo agitato nel mondo della scuola e, in particolare, degli insegnanti precari. Nel mirino finisce il concorso che mette in palio oltre 63mila posti fissi nelle scuole, proseguendo il percorso di stabilizzazione di una parte dell’esercito di precari che siede dietro le cattedre nelle nostre scuole e che sono stati oggetto di un richiamo all’Italia da parte della Corte europea.

Qual è il problema? Sono posti fissi, non dovrebbero esserci contestazioni. A essere di malumore sono gli esclusi, vale a dire i precari che non possiedono l’abilitazione. «Nel mantovano sono circa un migliaio i docenti precari inseriti nella cosiddetta seconda fascia – spiega il segretario provinciale della Flc Cgil, Massimiliano De Conca, che a partire da domani, a San Giorgio e nella sede Cgil, coordinerà le 18 assemblee di iscritti programmate con all’ordine del giorno la proposta di legge popolare sulla Carta dei diritti universali del lavoro e, ovviamente, il concorso – Si tratta di insegnanti che hanno l’abilitazione. Non possono invece partecipare i non abilitati, che sempre nel Mantovano sono circa tremila. Questo non è un concorso per giovani». Ma non è normale che in una scuola insegni personale abilitato? «Per questo avrebbero dovuto, prima del concorso, indire i corsi di abilitazione – spiega De Conca – il problema è che la Buona scuola continua a essere un’operazione unilaterale del governo. Il piano occupazionale contenuto nella legge non ha risolto il problema del precariato storico lasciando insoluto il dramma dei docenti della seconda fascia dove sono collocati abilitati che insegnano da anni. Sono stati completamente ignorati dalle assunzione dell’anno scorso». Il concorso genera speranza e apprensione, ovviamente. Chi vi parteciperà si gioca l’agognata assunzione dopo anni di precariato. Le richieste di informazioni su come sarà e su quello che occorre studiare (un buona parte della domande, ad esempio, sarà in inglese) a Flc e agli altri sindacati. Il 3 febbraio, alle 15, si terrà un’assemblea di Flc e Proteo fare sapere nella sede della Cgil dove verranno date informazioni sull’argomento. «Il punto è che con i soli abilitati – dice De Conca – non si riusciranno a coprire tutti i posti per italiano e matematica. E resta sul tavolo la discriminazione operata nei confronti della scuola dell’infanzia (le materne, ndr) escluse dal potenziamento dell’offerta formativa». Negli ambienti, si sospetta che sul concorso si abbatteranno molti ricorsi al Tar.

 

Intervista rilasciata a La Gazzetta di Mantova – articolo di Nicola Corradini

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