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La rabbia dei precari: «Senza stipendio ormai da 4 mesi»

scuola senza stipendio

Da mesi non vedono il becco di un quattrino e i sindacati spiegano che che la causa è dovuta a un incredibile ritardo nel controllo dei fondi da parte del Ministero del tesoro. «Nei prossimi giorni, come preannunciato a mezzo di diffida, passeremo alla tutela nelle sedi dei Tribunali con decreti di ingiunzione di pagamento» annuncia il segretario della Flc Cgil, Massimiliano de Conca.

I precari che si sono rivolti alla Flc mantovana e che ancora devono ricevere gli stipendi arretrati di mesi sono attorno alla decina, ma a livello nazionale si stima che siano in tutto circa trentamila, tra insegnanti e personale non docente. Si tratta di precari che non sono stati beneficiati dalle assunzioni della Buona scuola e inseriti nelle graduatorie delle scuole per le cosiddette supplenze brevi: malattia e soprattutto maternità. Una parte di loro ha lavorato per un periodo limitato di tempo, ma molti sono in organico da settembre. «In questi ultimi casi – spiega de Conca – si parla di tremila o quattromila euro che ancora devono ricevere. Il Ministero del tesoro sta sistemando le cose a macchia di leopardo, ma è una situazione insostenibile. Stiamo parlando di persone che hanno lavorato (e stanno ancora lavorando), che spesso si devono muovere in macchina da una sede scolastica all’altra e che magari abitano fuori provincia».

De Conca ricorda che «dopo aver garantito il 23 dicembre scorso che gli stipendi non pagati al personale precario sarebbero stati onorati entro il 19 gennaio con un comunicato a firma del ministro all’istruzione Giannini è arrivata l’ennesima delusione: il nulla! Alcuni hanno ricevuto qualche spicciolo il 24 dicembre (una tredicesima di 400 euro circa a fronte di 3-4 mensilità non retribuite), altri neanche quello».

Il sindacalista riferisce di «ricevere telefonate di persone disperate perché indebitate e senza neanche la possibilità di pagare la benzina per andare a scuola. È una vergogna. Governo e ministeri si assumano le loro responsabilità per questo enorme danno morale ed economico». De Conca manda frecciate alla riforma, alla Buona scuola. «È naufragata e si dimostra sempre più un’operazione di facciata che maschera inefficienza e dilettantismo – sostiene – visto che il mancato pagamento è dovuto ad una verifica di fondi. Non vogliamo l’elemosina, vogliamo essere rispettati, perché siamo donne ed uomini impegnati tutti i giorni nel nostro lavoro».

Da La Gazzetta di Mantova

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