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La leggina razziale

stabilità
[easy-tweet tweet=”500 euro della discordia” user=”massideconca” hashtags=”#populismo, #diseguaglianza, #razzismo”]

[cs_section style=”margin: 0px; padding: 45px 0px; “][cs_row style=”margin: 0px auto; padding: 0px; ” inner_container=”true”][cs_column style=”padding: 0px; ” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ type=”1/3″][x_image type=”rounded” src=”http://www.massimilianodeconca.info/wp-content/uploads/2015/12/disequality.gif” alt=”” link=”false” href=”#” title=”” target=”” info=”none” info_place=”top” info_trigger=”hover” info_content=””][x_gap size=”50px”][/cs_column][cs_column style=”padding: 0px; ” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ type=”2/3″][cs_text]Anche se il testo non è ancora divulgato, la possibità che siano distribuiti 500 euro ai futuri 18enni lascia più di una perplessità.

Intanto per la modalità che, come nel caso dei famigerati 80 euro di contributi (ormai inflazionati) per chi ha meno di 26000 euro di reddito, oppure per chi ha un nuovo arrivo in famiglia, oppure per le forze di polizia, si concretizza come atto unilaterale libero da ogni confronto con le parti sociali.

Poi per il paradosso di ingiustizia e falso egualitarismo per cui il figlio del ricco e quello del povero godrebbero della stessa identica risorsa, pur partendo da condizioni sociali ed economiche completamente differenti.

Infine, e non per ultimo, da un passaggio contraddittorio che merita un ulteriore approfondimento: il bonus spetta non solo a tutti i 18enni con nazionalità italiana, ma in generale a tutti i 18enni membri dell’unione europea e residenti in Italia!
Questo passaggio è una vergogna: in un Paese dove gli extracomunitari di seconda generazione (nati in Italia) SONO indubbiamente in numero superiore rispetto ai corrispettivi dell’Unione Europea, si legge chiaramente il timore e “l’acume” dello statista che mira alle prossime elezioni

Mi associo per questo a quanti per primi hanno denunciato questa «leggina razziale» (i primi strali dalle colonne de Il Manifesto: Queste persone non votano, dunque non contano per il mercato della politica. «Discriminazione di stato», una «misura anti-costituzionale», «non il segno migliore per un’integrazione». «Sul piano culturale è un segnale bruttissimo» ha detto Nunzio Galantino, segretario generale della Cei.), perché come tante brutture contiene anche in sé un pregiudizio ideologico che un Paese civile non dovrebbe digerire con così tanta facilità.

I problemi vanno affrontati differentemente, non con “mance” e “marchette”, magari con una legge sullo ius soli e con il reddito di cittadinanza.
Ma sono concetti troppo di sinistra per questo governo.

 

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Legge di Stabilità
Art. 1, commi 979 e 980

979. Al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale, a tutti i cittadini italiani o di altri Paesi membri dell’Unione europea residenti nel territorio nazionale, i quali compiono diciotto anni di età nell’anno 2016, è assegnata, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 980, una Carta elettronica. La Carta, dell’importo nominale massimo di euro 500 per l’anno 2016, può essere utilizzata per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematogra-fiche, per l’acquisto di libri nonché per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo. Le somme assegnate con la Carta non costituiscono reddito imponibile del beneficiario e non rilevano ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della Carta e l’importo da assegnare nell’ambito delle risorse disponibili.

980. Per le finalità di cui al comma 979 è autorizzata la spesa di 290 milioni di euro per l’anno 2016, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.[/cs_text][/cs_column][/cs_row][/cs_section]

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