politicamente scorretto

Il sindacato attaccato dai servi del potere

Lo sport nazionale dei giornalisti, in questo momento, è quello di attaccare i sindacati per compiacere il padrone, che in questo caso è Matteo Renzi.
Già Oscar Giannino, autotrombatosi alle scorse elezioni politiche per manifesta incapacità mentale (“ho mentito sui miei titoli per un complesso di inferiorità”!?) ci ha provato, adesso da La Repubblica a Il Corriere si continua a discutere di quanto guadagna un sindacalista e soprattutto dei presunti privilegi dei sindacalisti.
Fermo restando che spesso si dicono cose non vere e fermo restando per il mio sindacato la trasparenza è un valore, sempre nel mio sindacato non esistono OGGI sistemi di doppie retribuzioni e di doppi contributi ai fini pensionistici.

Quest’operazione mediatica va nella direzione dell’uomo forte al potere che vuole demagogicamente agire direttamente con i ‘sudditi’: a questo gioco si stanno prestando i giornalisti che pure hanno un sindacato che lavora per loro!
Ovvio che il prossimo obiettivo sarà quello di ridurre ancora di più le agibilità sindacali e quindi di eliminare corpi intermedi che si frappongano fra il padrone e i cittadini. Quindi si passerà alla diminuzione dei fondi ai patronati ed ai servizi fiscali: benissimo, però qualcuno dopo soccorra anche gratuitamente (i patronati NON richiedono infatti nessun tipo di pagamento) i cittadini nell’assistenza previdenziale e fiscale là dove oramai lo Stato se ne sta lavando le mani!

Anche su questo bisognerà riflettere se non vogliamo tornare indietro di un secolo quando nel ventennio –fascista e non berlusconiano– il sindacato (CGIL) operava in clandestinità e la controparte era lo pseudosindacato unico del partito fascista.

Il secondo grosso problema è “fare di tutta l’erba un fascio”: la dizione anonima de il sindacato oppure i sindacati ben si sposa alla campagna di denigrazione che Renzi sta architettando e mettendo in atto con la complicità dei giornalisti.

Il tutto per distogliere dai veri problemi di questo Paese ai quali anche questo governo non sta dando risposte (disoccupazione a due cifre, disoccupazione giovanile al di sopra del 40%, assenza di politiche industriali, lotta all’evasione fiscale stimata oggi intorno ai 250miliardi di euro, crescita del PIL dello 0,1/0,2%  …)

Sarebbe più serio occuparsi dei problemi del Paese.

 

Cgil, per lavoratori in distacco impegnati nel sindacato si applicano scrupolosamente le leggi in vigore

“La Cgil, per i lavoratori in distacco o in permesso non retribuito che si impegnano nel sindacato applica rigorosamente le leggi in vigore”. Lo afferma il sindacato di Corso Italia.

“La Cgil, nel pieno rispetto delle norme di legge e dei regolamenti, che giustamente non contemplano alcuna forma di lavoro non coperto da contribuzione e quindi in nero, a quei lavoratori che per l’attività che svolgono nel sindacato percepiscono una retribuzione maggiore di quella da cui provengono, versa la relativa contribuzione aggiuntiva che ovviamente incide sull’assegno previdenziale. È ovvio che essendo sia la retribuzione sia gli oneri contributivi a carico del sindacato, il datore di lavoro di provenienza non ha alcun onere a suo carico. Non vi è dunque nessuna condizione di privilegio per chi svolge attività sindacale” aggiunge la Cgil.

“E’ infine bene ricordare che i lavoratori distaccati impegnati nel sindacato rinunciano a sviluppi di carriera e ad altre forme di retribuzione legate all’effettiva presenza in servizio” conclude la Cgil.

  • Non sono in grado di appurare chi ha ragione. Il fatto di non essere interventi mesi fà,, e ancora oggi, a favore elle proposte del presidente INPS Boeri, fa dubitare che il tetto minimo e massimo pEr tutte le pensioni e lo sfalcio del 50% sul supero di 80.000 euro,
    Dia fastidio anche a voi. Col recupero di vari miliardi si sistemerebbero le situazioni angosciose dei ridotti alla fame,anche se sono tanti.
    Diamo un appoggio massiccio a Boeri.

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