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Non è surreale, è spietata

L’immagine del bambino morto, scampato alla guerra nel suo Paese ma non al mare che lo divideva da altri stenti, ricurvo sulla spiaggia e poi ‘spostato’ non è surreale, ma spietata!

Dovremmo avere il coraggio di denunciare l’Europa, l’ONU e tutte le sovranità nazionali e sovrannazionali che stanno permettendo questo crimine contro l’umanità.

Più di 8000 bambini sono rifugiati in Europa senza i loro genitori e spesso senza i loro familiari, morti in quelli che per loro sono viaggi della speranza.

Immagini di migranti in fuga. Scorrono ogni giorno, ovunque, in un’estate in cui la terra sembra spostarsi come un’onda. Persone in fuga da guerre che chiedono ad altre di stringersi, di fare posto. Dibattiti, polemiche, documenti, l’Europa che si divide. Ma oggi la foto del bimbo senza vita sulla spiaggia di Bodrum in Turchia, non lascia più spazio ad altre parole. E’ sui siti di tutto il mondo, simbolo del limite più estremo. Nel Regno Unito The Independent è stato tra i primi a rendere pubblica la sequenza del piccolo corpo sulla spiaggia, sdraiato a testa in giù con la testa nella sabbia di fronte al mare. Una visione innaturale, perché i bambini sulla sabbia dovrebbero giocare. Il quotidiano britannico spiega di aver pubblicato le foto come monito contro la politica di David Cameron che ha sempre ribadito il ‘no’ della Gran Bretagna ad accogliere altri migranti in arrivo dal Medio Oriente e dal Nordafrica. “Quando è troppo è troppo”, era il senso. E ha fatto eco sui social network diventando virale in poche ore. Un pugno allo stomaco. Fonti del Parlamento inglese sperano in una risposta del capo del governo perché, dicono, “quando sulle spiagge giacciono corpi di bambini, è il momento di agire”.

(fonte: La Repubblica)

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