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APPROVATA LA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA

aspettare-06eco1-riapertura-scuolaCon 277 (su 450) voti favorevoli la Camera ha approvato la riforma della Scuola cosiddetta della “Buona Scuola”. Il Governo, in modo arrogante e autoritario, ne ha imposto l’approvazione pur sapendo o volutamente ignorando che questa legge accentua le disuguaglianze sociali e territoriali, demolisce ulteriormente la scuola pubblica, cancella diritti e libertà, non risolve il problema della precarietà per docenti e ATA, riduce gli spazi di democrazia e partecipazione.

Molte norme contenute nella legge sono di dubbia costituzionalità (a partire dalla “chiamata diretta”): confidiamo allora che il Presidente della Repubblica valuti attentamente questi passaggi prima della promulgazione della legge. Auspichiamo che non firmi un simile pasticcio!

Il Governo continua a sostenere provvedimenti dannosi per la scuola senza ascoltare insegnanti, studenti e famiglie. Non si può migliorare il sistema scolastico con provvedimenti che l’intero mondo della scuola ritiene, con solidi argomenti, sbagliati: come dimostrano lo sciopero a cui hanno aderito l’80% del personale della Scuola, ma anche i tanti documenti di associazioni di genitori, docenti, studenti che in questi mesi sono stati inviati all’attenzione di tutto l’esecutivo e del Parlamento. Questa legge:

  • propone un’idea distorta di valutazione e merito
  • non risolve il problema del precariato
  • mortifica la partecipazione e la collegialità
  • non rispetta la libertà di insegnamento
  • cancella in gran parte la contrattazione, nazionale e d’Istituto. Il mancato rinnovo del contratto nazionale è l’ennesima mortificazione delle professionalità che lavorano nella Scuola. A questo si aggiunge il taglio degli organici non docenti (il personale ausiliario, tecnico e amministrativo), già oggi insufficiente per il regolare funzionamento del servizio: il messaggio che si dà è quello di una umiliazione continua dei lavoratori e delle lavoratrici che da anni sono oggetto di riforme penalizzanti.

La riforma non favorisce nemmeno la risoluzione di problemi concreti della vita quotidiana e didattica:
non definisce un piano concreto di assorbimento del personale abilitato (cosiddetta seconda fascia d’Istituto) e non abilitato che pure da anni sta permettendo il corretto funzionamento di tutte le nostre realtà scolastiche: è incivile non valorizzare le risorse che per anni, ben oltre i 36 mesi limite imposti dalle normative europee, sono stati utilizzati e sono stati illusi con prospettive di stabilizzazione. Che fine faranno quelle migliaia di lavoratori abilitati con PAS (Percorsi di Abilitazione Speciale), TFA (Tirocini Formativi Attivi) e Scienze della Formazione? Anche il contentino di un concorso riservato è volgare ed umiliante

– impone dal 1 di settembre l’abrogazione degli esoneri dei collaboratori del dirigente: in realtà complesse, con Istituti con una platea scolastica ampia e variegata, dove i problemi relazionali e organizzativi meritano momenti dedicati e persone dedicate ad essi, i collaboratori dei dirigenti costituiscono un valido e funzionale supporto all’azione pedagogica e organizzativa dell’Istituzione scolastica stessa. Tagliare sugli esoneri significa dare poca importanza a questi problemi, dare poca importanza alla didattica ed all’organizzazione di una Scuola;

– impone l’impossibilità di sostituire i docenti nei primi 10 giorni di assenza: cosa faremo quando mancheranno 3-4 docenti contemporaneamente per malattia?
– illude che
tutto si possa risolvere con l’organico dell’autonomia che -conti alla mano- consiste in 4/5 docenti in più per ogni istituzione scolastica! (48.000 docenti circa per 11.000 circa istituzioni scolastiche);

– renderà le operazioni di nomina particolarmente complicate, di onerosa gestione e spalmate in un lasso di tempo molto lungo;

– limita gli Organi Collegiali e deprime la partecipazione alla vita scolastica;

– ignora problemi didattici come la definizione di nuovi assetti ordinamentali (vedi classi di concorso / insegnamento) per le Scuola Superiori;

– ignora l’importanza della professionalità fornita dal personale Ausiliario Tecnico Amministrativo nelle Scuole, oggi punto di riferimento, accoglienza, sicurezza e gestione degli spazi.

Come può essere questa una “buona scuola”? Non sono non è “buona”, ma “non è neanche giusta”!

Questo Governo si dimostra lontano dai problemi veri della scuola e arrogante nella sua modalità d’azione: non ha voluto aprire alcun confronto con le tante lavoratrici e lavoratori, studenti, famiglie, sindacati e associazioni che hanno presentato, con tantissime mobilitazioni, importanti e dettagliate proposte, dimostrando così di essere forza maggioritaria nel respingere i contenuti della legge.

Con questa legge si dà un colpo di grazia alla scuola pubblica e si finisce per garantire un’istruzione di qualità solo ai figli dei ceti più ricchi, lasciando a tutti gli altri l’accesso ad un sapere minimale e un inserimento precoce nel mondo del lavoro, ammesso che quel lavoro ci sia.

La mobilitazione continuerà con tutti i mezzi possibili per contrastare l’applicazione di una legge che riporta indietro il sistema di istruzione del nostro Paese, negando giustizia sociale e democrazia.

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