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Un’altra delega in bianco: esami di maturità tutti da rivedere

scuola-professore-fotogramma-258Si è discusso molto su come dovrebbe essere svolto il prossimo esame di maturità: commissione interna o commissione esterna?
Una prima bozza faceva pensare all’abolizione del sistema della commissione esterna a favore di una commissione d’esame tutta interna.

Il che suonava velatamente in contrasto con il principio di controllo esterno dei risultati attesi, monitoraggio (ma leggi: valutazione!) degli apprendimenti

Ecco dunque il testo a cui è giunto il Senato e che al momento è approdato per un’ulteriore verifica alla Camera:

350. Al fine di razionalizzare il sistema di valutazione degli alunni tenendo conto dell’esigenza di valorizzare i princìpi dell’autonomia scolastica e della continuità didattica, assicurando la coerenza degli standard valutativi e garantendo uno sviluppo ottimale della professione di docente in termini di conoscenze, competenze e approcci didattici e pedagogici e di verifica dell’efficacia delle pratiche educative, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati, con effetto dall’anno 2015, i nuovi criteri per la definizione della composizione delle commissioni d’esame delle scuole secondarie di secondo grado. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro lo stesso termine, sono definiti i relativi compensi nel rispetto di quanto eventualmente previsto in sede di contrattazione collettiva del comparto del personale della scuola, in coerenza con le finalità del Fondo «La buona scuola» di cui ai commi 4 e 5.

351. Le economie derivanti dall’attuazione del comma 350, accertate entro il 1º ottobre di ciascun anno, restano nella disponibilità dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e sono utilizzate per l’attuazione degli interventi ai quali è destinato il Fondo «La buona scuola» di cui ai commi 4 e 5.

Si tratta cioè dell’ennesima delega in bianco al Governo: il Parlamento lascia che sia un decreto ministeriale a trovare la soluzione ottimale (in 60 giorni, ovvero a soli 3 mesi poi dall’inizio degli esami!!!), che molto probabilmente, per motivi di bilancio!, sarà come il principio, ovvero commissione interna, più economica anche se meno distaccata; più confortevole per l’alunno, anche se meno obiettiva nel giudizio.
Si tratta dell’ennesimo taglio alla serietà a favore della “Buona Scuola”, che sarà anche buona ma certamente non è giusta.
Molto contraddittorio questo passaggio soprattutto in un contesto di sbilanciamento verso la valutazione delle Scuole, della standardizzazione dei saperi etc.
Intendiamoci: non credo né alla valutazione delle Scuole né alla standardizzazione dei saperi, così come sono concepiti dagli ultimi governi, ovvero per punire gli insegnanti ed i Dirigenti. Credo però che sia un’operazione quanto meno pedagogicamente importante quella di sottoporre delle persone che vogliono dirsi adulte verso una prova di maturità con degli insegnanti esterni a cui rendere conto.
L’esame di maturità deve infatti mettere a nudo le capacità dei ragazzi e delle ragazze perché possano esprimersi in contesti meno confortanti come quelli della Scuola di tutti i giorni.
In questo modo, solo per fare cassa!, non si chiarisce come del resto nel libretto della “Buona Scuola” quale sia l’idea pedagogica sottesa a questa riforma epocale della Scuola Italiana.
Ne concepiamo soltanto la ratio economica e percepiamo allo stesso tempo il poco spessore di questa classe politica, fatta di veline e quaquaraquà incapaci di mettere capo ad un serio dibattito sulla Scuola, sull’Istruzione e sulla Formazione.

Il tutto mentre ancora aspettiamo di sapere come sarà collocata la benedetta Prova Invalsi!

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