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Insegnare non è un hobby

Stimo molto Claudio Giunta, letterato, filologo e ‘opinionista’ spesso presente sulle colonne del Sole24ore domenicale o su Internazionale per dire la sua su problemi legati all’Università, l’Istruzione, la formazione.

Ma stavolta ha proprio torto!

giunta

Perché dovrebbero esserci delle corsie preferenziali per i dottorati che saranno bravissimi nelle materie speculative ma non sanno nulla di scuola?
Il dottorato non prepara alla vita fra i banchi di Scuola, prepara alla fragile e complessa carriera universitaria. Non è possibile pensare che -visti gli ambiti ristretti in cui incasellare i dottorati- la Scuola debba fungere da ammortizzatore sociale e luogo accogliente per chi non trova spazio nell’Università!
Se questo è un modo per alleggerire i problemi legati alla baronìa universitaria (Claudio Giunta è fra l’altro professore ordinario all’Università di Trento), si faccia pure, a scapito della Scuola dell’obbligo e della Scuola statale.
La longa manus dell’Università NON può e NON deve estendersi sulla Scuola per farne un suo feudo: la Scuola ha già dato abbastanza con TFA e PAS gestiti da università a costi altissimi, quando invece potrebbero essere semplicemente incardinati a costo zero (ovvero ai costi normali della regolare iscrizione universitaria) all’interno dei corsi curricolari della laurea [che assumerebbe, come nel caso della laurea in Scienze della Formazione Primaria, valore anche abilitante all’insegnamento].

Sarebbe una grave ingiustizia non solo nei confronti di docenti sicuramente più preparati all’approccio della classe, ma soprattutto degli alunni.

Nella Scuola si deve entrare per concorso e convinti del mestiere che si vuole intraprendere, con umiltà professionale e forte motivazione nei confronti di un lavoro che comunque lo si retribuisca o lo si immagini ha una buona dose di ‘missione’ alla sua base.

Se poi questa vuole essere una provocazione per mettere a nudo i problemi (che ci sono!) del reclutamento, ben venga, ma è a dir poco off topic, per nulla accettabile e totalmente fuori tema: la dottorata ventottenne può inserirsi nelle graduatorie di terza fascia e fare la sua gavetta fra i banchi.

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