politicamente scorretto

Quanto è scomodo uno sciopero

scioperogeneraleAldo Bonomi dalle colonne del Sole24ore di oggi commenta lo sciopero generale del 12 dicembre come “uno sciopero politico, di confronto tra le due sinistre, una sinistra politica e una sinistra sociale in nome del Jobs act. In piazza si sono confrontate due concezioni: una di modernizzazione dall’alto del sistema e l’altra di mobilitazione e resistenza dal basso”.

E rincara la dose: “Di certo le esigenze della fabbrica e dei suoi lavoratori in quella piazza di fatto spariscono. Il tutto rischia di lasciare la fabbrica sullo sfondo. Il dato da cui partire è che migliaia di persone si sono mobilitate in 54 piazze in tutta Italia con una mobilitazione orizzontale difficilmente leggibile solo con gli occhiali delle appartenenze, delle classi e della composizione sociale del ’900.”

In sostanza si dice che lo sciopero promosso da CGIL, con la partecipazione della UIL, è stato solo un baraccone per raccogliere il malumore degli ultimi e dei disillusi.

Non ci siamo!
Sicuramente si tratta di uno sciopero politico, ma non si può parlare di un’operazione di facciata che dietro non abbia sostanza.
Lo sciopero della CGIL smaschera tutte le difficoltà di questo governo,
incapace di dialogare con le parti sociali
incapace di creare posti di lavoro
incapace di fornire delle risposte credibili se non compiacere a Confindustria ed ai poteri forti (anche Berlusconi!)

Dall’altra parte è logico che il sindacato della CGIL debba porsi come alternativa a questo sfascio, surrogando la politica là dove c’è molto caos e coerenza (e penso al PD).

Serve una scissione come vuole Pippo Civati? Serve sicuramente un cambiamento di verso per interpretare questo disagio sociale: se non ce la si fa con il PD, lo si può fare insieme al PD (o ad una sua parte) e ad altre forze sociali e politiche della sinistra.

Fatto sta che lo sciopero serve …

Tutta la verità sui grillini

Non hanno detto la verità, perché la verità è che la deroga alla regola delle 24 ore è stata concessa con il pieno consenso dei parlamentari Cinque Stelle, che evidentemente non trovavano tanto disgustosa l’idea di passare la sera dell’antevigilia di Natale con la famiglia, il fidanzato, la fidanzata o in beata solitudine.

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