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La lotteria dei precari e l’instabile disegno sulla Scuola

precariDopo aver dato una prova di forza e noncuranza con lo schiaffo di “Quota96”, il governo -attraverso il MIUR- domani incontra le parti sociali per discutere (si può ancora parlare di “contrattare”?) la consistenza del prossimo contingente di precari da stabilizzare. Cosa dobbiamo aspettarci? nihil novi sub soli

La prima proposta del MIUR prevede immissioni in ruolo per 33.000 docenti ed ATA circa, a fronte di un fabbisogno di 55.000 posti: la differenza sarà ancora una volta messa in stand-by, ovvero nel novero delle nomine annuali. Perché? Questo è un mistero se consideriamo che la precarità ha un costo superiore alla stabilizzazione (pensiamo al pagamento del TFR, della disoccupazione, delle ferie non godute …) e se pensiamo a quanto sia importante in ambito educativo la continuità di rapporto fra docente e discente. Senza considerare il contraccolpo (positivo) sociale che avrebbe la stabilizzazione di 55000 persone (ovvero 55000 famiglie italiane).

Tutto questo non conta, perché ciò che importa adesso è fare cassa (tasse!) tagliando diritti, abbozzando disegni instabili …

Ed a fine mese dovrebbe iniziare la discussione parlamentare di un nuovo decreto per ‘riformare la Scuola’: dopo la riforma della PA (ancora disastrosamente in corso), affidata ai DL 90 e 91, si dovrebbe di fatto mettere mano alla riforma della Scuola con le fobici in mano (disponibilità a coperture straordinarie nell’orario ordinario; 36 ore settimanale di servizio d’ufficio; incentivazione di figure ‘burocratiche’)

Perché il MIUR la riforma non la progetta con chi capisce di Scuola anziché continuare a fare riforme incomplete e lontane dal “mondoscuola”?

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