politicamente scorretto

Un (altro) quesito al PD

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Lo SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands: partito social democratico) tedesco ci insegna una buona prassi che dovrebbero prendere a modello tutti i partiti, italiani e non.In Italia ci si sforza a fare primarie soltanto per scegliere il candidato premier (e vale solo per il PD!), tuttavia sarebbe necessario un ulteriore passaggio, a meno che il candidato premier non lo dichiari prima, come punto nodale del suo programma politico.

Il passaggio è quello del vaglio del programma politico da parte degli iscritti e degli elettori in generale. Quando nelle ultime due elezioni tedesche lo SPD non ha raggiunto la maggioranza per poter governare ha individuato nella coalizione con i cristiano democratici del CDU un alleato di governo, subito è stato convocato un congresso per vagliare l’ipotesi.
Perché il PD non lo ha fatto?
Perché non lo fa adesso?

La strana maggioranza sembra adesso livellarsi verso un centro democristiano che stinge  nel grigio i colori estremi; nessuno però ha mai posto il problema del mettere in discussione non tanto l’uomo al timone, quando la rotta stessa della barca.

Siamo tutti a tal punto affascinati dall’agone individuale (Letta o Bersani; Cuperlo o Renzi; Berlusconi o Alfano …) che abbiamo dimenticato che la politica è una rappresentanza, critica ed indiretta, di idee politiche diverse.

Sarebbe interessante fare dell’8 dicembre non solo il giorno della scelta del candidato, ma anche il banco di verifica di questo governo, la conferma o meno della rotta di questo PD traghettatore oltre il ventennio berlusconiano.

Non succederà, perché non vogliamo farlo succedere; eppure sarebbe ben più importante della crocetta legata ad un nome. Chi ha votato PD aveva votato un determinato programma che non si può realizzare oggi a causa del compromesso con le forze moderate della destra; perché non ha il potere di sfiduciare il governo che adesso non lo rappresenta più? perché non ha la possibilità di far sentire a chi governa il suo appoggio?

La democrazia richiede sacrifici e verifiche, è una conquista da confermare momento dopo momento.

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