politicamente scorretto

Il sindaco di Adro e la mafia del Nord

Se chiedi a qualcuno dov’è Adro, difficilmente sa rispondere. Sappiamo tutti però che Adro è quel paesino salito alla ribalta delle cronache perché un sindaco leghista aveva deciso di far diventare la Scuola un ricettacolo di simboli pagano-leghisti in onore di Gianfranco Miglio.

Le cronache di oggi ci accontano qualcosa di diverso.scuola-adro-oscar-lancini

 

Divenne famoso, il sindaco di Adro, per avere istoriato le scuole pubbliche del suo paese (intitolate al noto patriota Gianfranco Miglio) con il sole delle Alpi, simbolo della Lega. Il marchio di un partito, per giunta secessionista, impresso su un bene comune. Ora è agli arresti per una di quelle faccende di appalti, irte di tentazioni e di insidie procedurali, che mettono sovente nei pasticci gli amministratori pubblici.
Sarà dunque una colpa piuttosto ordinaria (se è colpevole) a fermare una carriera politica passata invece indenne attraverso una colpa straordinaria: l’appropriazione partitica e settaria di un bene collettivo fondamentale, una scuola pubblica, una scuola della Repubblica italiana, scuola di tutti e frequentata dai figli di tutti, un furto simbolico gravissimo, una prepotenza inaccettabile. Se questo Paese avesse cura della propria identità, delle proprie leggi fondamentali, della propria dignità democratica, il sindaco di Adro sarebbe finito nei guai (seri) già qualche anno fa, per quella proterva violazione dei diritti altrui e della convivenza tra diversi che è la democrazia. Sarebbe stato un vantaggio anche per lui: si sarebbe risparmiato questa coda penosa per reati amministrativi. (Michele Serra su La Repubblica)

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