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Sette mosse che faranno affondare la Scuola

SCUOLA:STUDENTI IN CLASSE E GENITORI FUORI DALLA SCUOLA.ATT.PEREGO - SCUOLA ELEMENTARE DI VIA NOE - Fotografo: FOTOGRAMMA - dispersione scolastica

Il Sole24ore di oggi (2 settembre) riporta un articolo sul prossimo decreto del Ministro Maria Chiara Carrozza relativo al miglioramento della Scuola italiana attraverso la stabilizzazione del personale e l’investimento in risorse aggiuntive.

Il tutto si può riassumere in 7 punti:
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Facili i primi commenti:

1) tutto passa attraverso il MEF (Ministero dell’Economia e Finanza) e non attraverso il MIUR (Istruzione), come a dire che la funzionalità delle scuole è secondaria alla capienza economica. Fin qui nulla di male se non che si sta discutendo di istruzione e dell’avvenire dei nostri figli.

2) Non esiste un piano organico a lunga gittata di stabilizzazione del personale basato sui bisogni reali e soprattutto progettuali delle Scuole: siamo ancora a discutere del falso problema dei docenti inidonei, per i quali dovrebbe essere permesso di continuare a lavorare in progetti specifici; siamo ancora a discutere se potenziare le segreterie e le aree tecniche, a fronte di un aumentare costante di molestie burocratiche; siamo ancora a discutere su come restituire dirigenti scolastici in pianta stabile a scuole da anni in reggenza.

3) punto davvero dolente! Anziché pensare a politiche che possano prevenire la dispersione scolastica potenziando la scuola, l’idea è quella di calare una passerella che anticipi a 14 anni l’ingresso -non protetto!- dei ragazzi nel mondo del lavoro. Assurdo! Non si tratta di combattere la lotta alla dispersione scolastica (in Italia intorno al 18-20% a fronte dell’obiettivo del 10% posto dal Piano Lisbona 2020), si tratta di costruire una nazione più ignorante e indirizzata verso la produzione specializzata. Per chi? Non si capisce allora la miopia di chi decide di non investire su progetti seri di alternanza scuola-lavoro, ma anche su potenziamento delle strutture di studio (biblioteche scolastiche, per esempio).

Mi auguro che il ministro si affretti a proporre altro, soprattutto un progetto di crescita che metta al centro davvero la Scuola e chi vi opera al suo interno, un progetto che valorizzi le professionalità scolastiche e le renda davvero protagoniste motivandole e credendo su di loro.

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