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Una ricetta (?) per nominare i nuovi dirigenti scolastici

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In una lunga intervista rilasciata il luglio scorso su ilSussidiario.net, Giorgio Rembado, presidente di ANP (Associazione Nazionale Presidi, alias sindacato dei ‘presidi’) fa alcune considerazioni sul problema del concorso a Dirigenti (emanato nel 2011) bloccato in alcune regioni, in particolare in Lombardia,  con sentenza della Corte Costituzionale (dell’11 luglio 2013).

Il disagio delle dirigenze vacanti è indubbiamente serio: circa 400 istituti lombardi cominceranno con un dirigente reggente, in attesa che la prova scritta sia rivalutata e quindi il concorso definisca i nuovi idonei. Questo è tuttavia un altro problema nel quale non voglio addentrarmi.

M’interessa invece  riflettere sulla ‘ricetta’ Rembado:

rembado

 

Proviamo con ordine.
1-2) Fare un concorso biennale per rendere idonei nuovi dirigenti. D’accordo, e poi dove li metto? Come ben sappiamo da fonti Istat con il nuovo sistema pensionistico, vuoi per le penalizzazioni, vuoi per i paletti anagrafici, le pensioni sono diminuite circa del 50%. Farebbe bene un concorso ogni due anni, ma bisognerebbe anche impiegare tutti gli idonei. A meno che non si voglia fare una graduatoria provinciale del dirigenti!

3) Questo mi sembra il punto dolens: bisogna aver ricoperto un incarico di sistema per almeno 3 anni. E ho due grossi dubbi: 1. i collaboratori del dirigente sono scelti dal Dirigente stesso (vedasi art.25 del DPR 165/2001); 2. le funzioni strumentali sono definite dal Collegio Docenti. Dove sarebbe il merito delle persone? Potrebbero essere bravissime, così come ‘comode’, così come semplicemente amiche del dirigente o carismatiche. E’ un vincolo che non può sussistere: le figure elette sono frutto di un compromesso fra più parti a prescindere dal merito della persona stessa, delle sue attitudini e disposizioni.

3) la valutazione psicologica? Perché non estenderla allora ai dirigenti giù in servizio? Mi sembra un problema altro rispetto a quello del concorso.

4) altro è anche il corpo ispettivo esterno: che rientra in parte nel disegno del DPR 80/2013 (Regolamento sulla Valutazione).

Rembado imbroglia un po’ le carte e sovrappone i piani, da una prospettiva dirigenziale prima che concorsuale.

Il concorso pubblico è l’unica strada per accedere al lavoro nella pubblica amministrazione. Se questa di Rembado è la ricetta per risolvere le magagne concorsuali, forse è meglio rimanere digiuni!

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