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Intervista al ministro dell’Istruzione

Maria Latella, de Il Messaggero, ha intervistato il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza (25 luglio 2013). Ci sono molte belle parole e molti buoni propositi. Vedremo.Intanto leggiamo l’intervista:

Maria Chiara Carrozza è un tipo severamente sobrio o sobriamente severo ma per almeno un paio di cose sfugge al cliché del tipico ministro dell’Istruzione. Per esempio: non crede nell’efficacia taumaturgica dei compiti per le vacanze. «Diciamo che su questo terreno mi sento più vicina alla lobby delle mamme. Non serve a niente imporre tonnellate di versioni di latino o decine di problemi da risolvere. Vengono smaltiti meccanicamente, senza concentrazione. Meglio vacanze più brevi, ma vere vacanze. Con il piacere di leggere, questo sì. Un bravo insegnante è quello che stimola la curiosità e incoraggia la scelta. Sarebbe bello che ad ogni ragazzo fosse fornita una lista di libri perché selezioni le sue letture delle vacanze. Dobbiamo insegnare il valore della scelta». Ministro dell’Istruzione e prima ancora rettore dell’Istituto Sant’Anna di Pisa, scuola di eccellenza, Maria Chiara Carrozza smentisce anche il cliché della secchiona predestinata. La passione per lo studio le è venuta all’università, al liceo faceva tante altre cose, dallo sci al basket al volontariato con gli scout, e infatti si diplomò non con il massimo ma con 52/60. Liceo scientifico nella stessa Pisa in cui studiava il futuro premier Enrico Letta. Di Enrico Letta e di molto altro parliamo nel suo ufficio di ministro in viale Trastevere. (continua sul sito de Il Messaggero)

 

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