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La scuola (dis)informatizzata

Si fa un gran parlare in questi giorni dell’ennesimo rinvio dell’adozione dei libri di testo in formato ebook. Tutti a pensare che il problema sia dato esclusivamente dalle lobby delle case editrici.

Sicuramente le case editrici hanno dato una mano a qualche ripensamento, soprattutto in tempo di crisi.

Ma siamo davvero pronti ad abbandonare carta e penna? Direi proprio di no, o non ovunque. Ed il problema non sono le case editrici, ma la familiarizzazione degli italiani con l’informatica. L’esempio viene dalla pratica delle iscrizioni. A gennaio e febbraio le famiglie infatti hanno scelto le scuole dei loro figli con iscrizioni online. Siamo nell’era del risparmio e della tecnologia. Non tutti però! Tant’è che il MIUR (ex Ministero della Pubblica Istruzione) ha diramato una nota con la quale invitava le Scuole ad attrezzarsi per fornire consulenza e aiuto alle famiglie bisognose.
È interessante a questo proposito notare come in molte regioni le famiglie si siano subito rivolte alle scuole! Analfabetismo informatico, pigrizia o assenza di connessione?
I dati sono impietosi e parlano da soli, soprattutto per quelle regioni appartenenti alla cosiddetta area PON, dei progetti Europei (le regioni convergenza di molti fondi: Puglia, Campania, Calabria e Sicilia), dove più del 50% ha fatto ricorso alle scuole per poter iscrivere i figli alla scuola dell’obbligo.

Chi spiega questi dati a Beppe Grillo ed agli “e-rivoluzionari”?

iscrizionionline

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