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Paul Morphy riletto da Paolo Maurensig

Paolo Maurensig riscrive la vita del prodigio Paul Morphy, in particolare si sofferma a raccontare i due anni di intense sfide scacchistiche (circa 500) che il giovanotto, gentiluomo del Sud (America), sostenne in Europa.morphyCome tutte le storie di scacchi alla base c’è uno squilibrio mentale, in questo caso la noia per non avere avversari degni, il desiderio di supremazia, la voglia di primeggiare.

C’è l’ossessione nell’affrontare Staunton; c’è la necessità di realizzare il suo destino, ovvero diventare il numero uno.

Cominciò a giocare presto e smise prestissimo, all’apice della carriera.

Alla fine Paul Morphy morirà giovane vittima delle sue ossessioni, col rimpianto occasionale di non aver accettato il compromesso di una vita ‘normale’.

La vita di Paul Morphy (1837-1884) fu una luminosa meteora fra i geni degli scacchi. «Scacco matto» in iranico significa “il re è morto” e per questo gli scacchi portano sempre con sé un alito mortale, hanno una forte valenza patologica che travolge Morphy. Maurensig riavvolge la vita in pezzi dello scacchista americano, dai brillantissimi e geniali esordi alle sfide internazionali contro i «più grandi giocatori del mondo», ai tradimenti degli amici, fino alla discesa nel Maelström della più nera depressione.

PERCHÉ LEGGERLO
Autore della «Variante di Lüneburg» e del recente «L’ultima traversata» (Barbera), anche in questa «vita segreta» di Morphy, tra scacchi e paranoia, Maurensig pratica la sua arte di scacchista letterario, convinto che il microcosmo della scacchiera è capace di influenzare l’universo intero. E dà scacco matto al lettore.

«L’arcangelo degli scacchi» di Paolo Maurensig
(Mondadori, 201 pagine, 18,50 euro)

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