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Il “sistema duale” tedesco: scuola ed occupazione [cosa ci insegna l’OCSE #2]

 

Come fare ad abbassare il tasso di disoccupazione? Facile: basta indirizzare la formazione degli studenti nelle direzioni indicate dal mercato! La recente indagine dell’OCSE ha mostrato che la disoccupazione in Germania è notevolmente contenuta grazie ad un sistema di istruzione e formazione definito ‘duale’ perché coinvolge in sinergia la Scuola ed il mercato.

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A Berlino hanno saputo valorizzare professioni come l’operaio specializzato o l’artigiano che sono figure molto richieste e necessarie allo sviluppo manifatturiero del paese, prima potenza economica dell’Europa. Il fatto di frequentare queste scuole professionali non impedisce ai più meritevoli di accedere all’università e diventare amministratori delegati. «Così arrivano al diploma di laurea con in più competenze formate sul campo di lavoro», spiega Stefano Scarpetta, vicedirettore della dipartimento occupazione e politiche sociali all’Ocse.
E i numeri parlano chiaro: queste riforme hanno portato il Paese ad avere il minor tasso di disoccupazione giovanile Ue ad aprile (7,5%): i primi della classe davanti ad Austria (8%) e Olanda (10,6%) [leggi l’intero articolo dal Sole24Ore]

Detta così sembra facile. E cosa succede allora della formazione umanistica?

Nel Domenicale del Sole24 del 16 ottobre 2012 scriveva Claudio Giunta: “Dato che le facoltà umanistiche offrono pochi sbocchi lavorativi, sarebbe il caso che alle facoltà umanistiche si iscrivessero in pochi, e non in tantissimi come succede oggi”.

E’ vero che la crisi delle facoltà umanistiche è ormai generalizzata.

C’è solo da rassegnarsi? Il modello tedesco è l’unica strada possibile?

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