politicamente scorretto

Alla faccia della libertà di parola!

tarjetaAlla fine ha naturalmente vinto il buon senso, la libertà d’espressione e di parola, l’apertura alla critica e la trasparenza.
Sto parlando dell’affaire Gambaro, ovvero di quella crepa che finalmente si è aperta all’interno del MoVimento 5 stelle il giorno dopo la batosta elettorale.

La senatrice Adele Gambaro è rea di aver addossato le responsabilità della débacle al guru, a Beppe Grillo: i pupi allora sono insorti ed hanno ottenuto l’espulsione della senatrice dal partito-movimento, all’interno del quale, appare evidente, non c’è spazio per la discussione ed il confronto.

La barzelletta si conclude con la decisione, ormai arcinota, di demandare comunque tutto al web, lasciare che siano i quattro gatti patologicamente malatti di democrazia virtuale a decidere.

Però (ce n’è sempre uno!) l’unica scelta coerente con quanto hanno sempre sbandierato i perditempo grillini -quella della trasparenza via streaming– stavolta, guarda caso, non è stata attuata: i moralizzatori infatti amano sputare sentenze, ma lavarsi i panni in privato.

Chiudo con una amara riflessione: questo partituncolo di ‘perditempo’ impegnati ora sugli scontrini ora sul dileggio  ha la stessa forma e gli stessi contenuti di quei partitini ad personam, come una LegaNord impegnata in queste ore a Pontida in cui Maroni non concede il congresso per paura di essere scalciato, oppure come il PdL dell’onnipresente e onnicomprensivo Cav. B.

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